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Basilica Pontificia "S.Maria de Gulia" Parrocchia "S.Maria Assunta" - Castellabate
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Per l’accresciuto numero dei primi abitanti del Colle, rifugiatisi all’ombra protettiva del castello “domni Abbatis”, fu necessario ingrandire l’Oratorio preesistente di S.Maria de Gulia, così chiamato, per aferesi, perché il Colle sul quale sorgeva, visto dal mare, sembra “un’acquila posante con l’altero rostro rivolto a destra”. La Basilica, eretta inizialmente a due navate, subì la prima la prima trasformazione nel sec. XV con l’aggiunta, al suo lato sinistro, di cappelle gentilizie, i cui nudi pilastri ed archi d’ingresso, nel secolo successivo, furono rivestiti di pietra arenaria locale. Nello stesso sec. XV il sacro Tempio fu arricchito di transetto ed abside, come testimoniano le monofore gotiche, ivi riapparse nel corso dei lavori di restauro. Alla fine del sec. XVIII il Sacro Tempio, in pietra a faccia vista, rimaneggiato con sovrastrutture barocche, secondo la moda del tempo, subì la distruzione del caratteristico protiro (porticato) e di preziosi affreschi, di cui restano tracce. Oggi, dopo i lavori di restauro, lungo e paziente, il Tempio con l’annessa torre campanaria, ha ripreso in gran parte il suo volto originario, conservando dell’epoca barocca la facciata principale, il transetto e l’abside. Per l’intenso ed ininterrotto culto mariano in esso praticato, per i tesori artistici che conserva, particolarmente per il Polittico di Pavanino da Palermo, di capitale importanza per la conoscenza della pittura quattrocentesca nell’Italia Meridionale, per i sacerdoti venerandi che in essa si avvicendarono, la Chiesa Collegiata Parrocchiale “S.Maria Assunta” è stata eletta Basilica Pontificia minore con lettera Apostolica del 2 agosto 1988.
Opere presenti: Mosaico S. Costabile: opera di artisti fiorentini che raffigura S. Costabile fanciullo con il giglio in mano e, abate, in venerazione presso la Madonna (1964);
Busto in rame di S. Costabile: opera costruita nel 1662 dal cesellatore napoletano Treglia. Fu fatto cotruire dal popolo di Castellabate per ringraziare il Santo per essere scampato dalla peste del 1656;
S. Trinità: tempera su muro, affresco di scuola giottesca sec. XVI;
S. Caterina d’Alessandria: olio su tela sec. XVII;
Confessionale: sec. XVIII;
Crocifisso: sec. XVII;
Mater Christi: sec. XVI;
Trittico di Pavanino Palermitano: datato 1472, tempera su tavole raffigurante la Madonna con il Bambino, S. Pietro, S. Giovanni e, sulla cimasa, la Crocifissione e l’Annunciazione; Al di sotto: Coro in legno e leggìo del ‘700;
S. Nicola: opera di A. De Mita (1789);
S. Lorenzo: opera di V. De Mita (1789);
Epigrafi a destra e sinistra del transetto: “Gli abitanti di Castellabate restituirono questo tempio in una forma più elegante, eretto e dedicato a Maria Assunta in cielo” – 1744; “Il sacello costruito dall’Abate Simeone e dedicato a S.Maria de Gulia, dopo essere stato deformato fu restituito allo stato originale” – 1977;
S. Michele Arcangelo: cm. 90x120, opera della seconda metà del XVI sec. Raffigura l’Arcangelo Michele che regge con una mano la bilancia con cui pesa le anime rappresentate da ignudi, con l’altra mano trafigge, con un’asta, il diavolo dipinto come una sirena. Probabilmente l’autore trasse l’ispirazione dai bestiari medioevali che nella sirena vedevano la lussuria e la vicina Leucosia, isola dove la leggenda vuole vi fossero le sirene;
Madonna con Bambino tra S. Agostino e S. Francesco di Paola: olio su tela;
Madonna del Carmelo con i Santi Francesco, Antonio, Rocco e Maria Maddalena: olio su tavola;
S. Martino: olio su tavola. |