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DECRETO DI INDIZIONE DEL SINODO DIOCESANO |
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"Cristo, unico mediatore, ha costituito sulla terra la sua Chiesa santa, comunità di fede, di speranza e di carità, come un organismo visibile; la sostenta incessantemente, e per essa diffonde su tutti la verità e la grazia" La riempie del suo Spirito e la fornisce di mezzi adatti per 1'unione visibile e sociale. Questa Chiesa, che è “l’universale” comunità dei discepoli del Signore, si fa presente ed operante nella particolarità e diversità di persone, gruppi, tempi e luoghi. Tra queste molteplici espressioni particolari della presenza salvifica dell’ unica Chiesa di Cristo, fin dall'epoca apostolica si trovano quelle che in se stesse sono Chiesa, perchè, pur essendo particolari, in esse si fa presente la Chiesa universale con tutti i suoi elementi essenziali. Sono perciò costituite "a immagine della Chiesa universale", e ciascuna di esse è una porzione del popolo di Dio affidata alle cure pastorali del Vescovo coadiuvato dal suo presbiterio". Desiderando vivere in pienezza questa verità di fede, convinto che questa è un bene da raggiungere singolarmente e tutti insieme, la cui più alta realizzazione è nello scoprirci c nell’ essere "Chiesa tutta comunione", protesa nell'annunziare e testimoniare Cristo, il vivente, unico redentore e salvatore dell'universo, e di tutto quanto riguarda direttamente o indirettamente l’ uomo e la sua grandezza, la sua dignità e le sue più diverse attività; ben sapendo che quest' opera di evangelizzazione non può essere affidata ad un numero ristretto di persone, ma deve essere opera dell'intera Chiesa locale; confidando nell'aiuto della nostra Madre Celeste e nell’ intercessione dei nostri Santi Patroni perchè ottengano da Dio Padre, da Dio Figlio e da Dio Spirito Santo tutte quelle grazie e quei doni necessari per vivere in intensità questa nostra vita di Chiesa Comunione;
dopo aver lungamente pregato, riflettuto e discusso a tutti i livelli e in varie circostanze con i sacerdoti, con tantissimi fratelli e figli laici, soprattutto nelle mie visite alle varie comunità parrocchiali, e dopo la celebrazione di due Convegni diocesani sull'importanza del Sinodo come manifestazione di una Chiesa tutta Comunione, con gioia ma anche con grande trepidazione, mentre
dichiaro chiusa la Visita Pastorale che si è protratta per diversi anni a partire dal 1996,
avendo già insediata la commissione preparatoria e avendo provveduto alla nomina dei "sinodali"; visti: il Decreto sull'Ufficio Pastorale dei Vescovi "Christus Dominus" n.36; il Direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi "Ecclesiae Imago" nn. 162‑166; i canoni 460‑468 del Codice di Diritto Canonico; l'Istruzione sui Sinodi Diocesani emanata dalla S. Sede
INDICO IL SINODO DELLA CHIESA DIOCESANA DI VALLO DELLA LUCANIA da celebrarsi a partire da oggi e per i prossimi tre anni.
Il contesto geografico frammentato, se da una parte impoverisce enormemente la nostra comunità, dall'altra, però, ci stimola con urgenza a superare ogni forma di individualismo e di particolarismo per farci sentire responsabili gli uni degli altri. Poiché l'unità, meglio, la comunione della Chiesa universale e, quindi, di ogni Chiesa locale poggia e scaturisce dall’ ascolto della Parola di Dio, dai Sacramenti e in particolare dall’ Eucaristia, desiderio che il cammino sinodale parta e si svolga tutto incentrato sull’ Eucaristia . E' dall' Eucaristia che prende, mossa ogni attività pastorale. Solo Gesù, che rinnova in maniera misteriosa ma realmente la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione nella celebrazione dell’ Eucaristia, ed è presente vivo e vero sotto le specie del pane e del vino, può rendere efficace e concreto il nostro impegno. Solo Gesù può rendere la nostra Chiesa locale responsabile, viva e aperta alla solidarietà, ai bisogni reali della gente, alla partecipazione e alla condivisione dei beni spirituali e materiali, nella conoscenza delle verità rivelate nella consapevolezza di vivere con fede le varie esperienze sacramentali e per acquisire una grande apertura di mente al problemi dei ragazzi e del giovani, degli anziani, degli ammalati, del mondo del lavoro... Stabilisco che in questi tre anni tutte le componenti della nostra vita ecclesiale, aiutate da un nutrito gruppo di laici che militano nei diversi settori della nostra vita sociale, familiare, politica ed economica, si sentano impegnate a vivere il Sinodo di questa nostra Chiesa locale molto attivamente e con convinta partecipazione anche se in maniera diversificata. Chiedo agli anziani, agli ammalati e alle persone buone e pie, una preghiera costante perché il nostro Sinodo possa essere vissuto da tutti con entusiasmo e soprattutto perchè possa essere ricco di frutti spirituali e sociali. A coloro, poi, che conoscono bene il nostro territorio, agli operatori pastorali, agli operatori turistici e a tutti quelli che sono impegnati nei vari settori della vita sociale ed economica, agli operatori sanitari, agli insegnanti e dirigenti scolastici, ai vari membri dell'associazionismo sia cattolico che laico, alla varie caritas parrocchiali, ai religiosi e alle religiose, agli amministratori comunali, ai politici e ai sindacalisti, il loro contributo di idee e di conoscenze. Ci assistano in questo cammino sinodale la Vergine Maria, che abbiamo scelto Madre, Maestra e Guida del nostro Sinodo, e tutti i nostri Santi Patroni.
Mettiamoci ora tutti in cammino, con impegno e gioia, nel nome del |
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Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Dato a Vallo della Lucania, dalla Sede Vescovile, il giorno 16 ottobre 2004 |
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Il Cancelliere (Mons. Giovanni D’ Angiolillo) |
Il Vescovo + Giuseppe Rocco Favale |