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La Pastorale per il turismo

 

 

di Francesco Gallo

Le parrocchie, soprattutto quelle lungo il nostro litorale, sono costrette ad aumentare i servizi religiosi e non solo, celebrazioni di sante messe, momenti di ascolto, celebrazioni penitenziali, e quant’altro la fantasia pastorale suggerisce.

La Chiesa Vallese, da sempre si è confrontata con fedeli provenienti da tutte le parti d’Italia e del mondo. La sua posizione geografica: mare, colline, monti, da molti anni è meta di turismo. Paestum, Agropoli, S. Maria, Acciaroli, Casal Velino, Ascea-Velia, Palinuro; queste le perle che fanno parlare di se a livello nazionale e internazionale, in modo particolare nel periodo primavera-estate.

 

Da aprile a settembre e specialmente nei mesi di luglio–agosto le presenze giornaliere raggiungano le quattrocento cinquecentomila, su un braccio di mare che va da Paestum a Palinuro. La parrocchia cilentana, formata mediamente, da poco più di un migliaio di fedeli – salvo poche eccezioni – diventa anch’essa nei periodi caldi, superaffollata da una marea di persone, eterogenee tra loro per cultura e razza, che ogni domenica si avvicinano a Dio. Un tempo, agli albori del turismo, non c’era bisogno di mettere cartelli all’ingresso riguardanti la decenza nel vestire in un luogo sacro o sull’accortezza dell’uso del cellulare, oggi invece, specialmente nelle località di mare, bisogna ricordare a qualcuno che la sobrietà e la decenza sono indispensabili. Le parrocchie montane e collinari poi, nei periodi estivi, vivono felici, il ritorno dell’emigrante ripopolandosi di gioia. Cosa fare dinanzi ad una richiesta triplicata di assistenza religiosa? Le parrocchie, soprattutto quelle lungo il nostro litorale, sono costrette ad aumentare i servizi religiosi e non solo, celebrazioni di sante messe, momenti di ascolto, celebrazioni penitenziali, e quant’altro la fantasia pastorale suggerisce. Si sa che il tempo delle vacanze, per molti e anche tempo di riconciliazione con se stessi e quindi la necessità di chiese più aperte (e custodite) e sacerdoti disponibili. Per chi poi cerca un contatto più diretto con la storia, la cultura e le tradizioni religiose del nostro territorio, non mancano le occasioni: feste religiose, tra fede e cultura, una visita all’interessante museo diocesano o ore di relax culturale-ricreativo presso il Centro Pastorale “Maria SS. della Provvidenza” (presso il quale si può chiedere la relativa programmazione delle varie attività).

Per chi ama ritirarsi in luoghi che maggiormente conciliano il contatto con lo spirito, la storia religiosa e le bellezze naturali del nostro territorio suggeriamo qualcuno dei nostri santuari più antichi e più ricchi di fede: la Madonna del Sacro Monte, sulla cima del Gelbison ad oltre 1700 metri e il santuario della Madonna del Granato, antica cattedrale della diocesi di Capaccio-Vallo che si affaccia sul golfo di Agropoli, la zona archeologica di Paestum e la Piana del Sele.

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