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Il Giorno del Signore “roveto ardente” della parrocchia

di + Diego Bona

Il tema della parrocchia, pensata come "famiglia di Dio", è stato fin dall'inizio al centro del Movimento Fac, e anche nel 2004 costituirà il cuore dei corsi e incontri che si terranno al Centro Nazareth.

In sintonia con la Chiesa italiana che prepara il Con­gresso Eucaristico del 2005, quest'anno sarà evidenziata la centralità dei giorno del Signore.

“Comunicare il Vangelo in  un mondo che cambia", il documento della Chie­sa italiana che vuole orientare l'azio­ne pastorale delle nostre Comunità per questo decennio, afferma chiara­mente che - per la vita del popolo cristiano - sono assolutamente ne­cessari spazi e tempi ben precisi, onde possa incontrare il Signore.

Individua lo spazio privilegiato nella parrocchia, luogo - anche fisi­co - cui la comunità fa costante rife­rimento proprio per la sua prossi­mità, essendo la "Chiesa che vive tra le case degli uomini".

E indica il tempo più adatto e si­gnificativo nella domenica, con al centro la celebrazione dell'Eucaristia.

"Ci sembra molto fecondo ricu­perare la centralità della parrocchia e rileggere la sua funzione storica concreta a partire dall'Eucaristia (nel giorno del Signore), fonte e manifestazione del raduno dei figli di Dio" (n. 47).

Quello della parrocchia - che in questo tempo è al centro della atten­zione pastorale della Chiesa italiana che ad essa ha dedicato la sua ulti­ma Assemblea Generale - è il cam­po di lavoro in cui fin dalle sue origini si è impegnato il Movimento Fac, con l’educazione e la formazione degli operatori pastorali, verso una imma­gine di "parrocchia famiglia di Dio" dove si sperimenta la comunio­ne intorno a Cristo risorto, secondo quanto Gesù ci ha raccomandato: "amatevi come io vi ho amati".

Ci sembra perciò una favorevole occasione raccogliere questa indi­cazione a "custodire la CENTRA­LITA DELLA DOMENICA" (il gior­no del Signore, il nostro giorno co­me diceva san Girolamo) con al cuore la celebrazione dell'Eucari­stia come momento costitutivo della vita parrocchiale, perché costruisce la comunità, crea e manifesta nel pane eucaristico l'unità dei fedeli che diventano un solo corpo in Cri­sto, li sospinge ad uscire per anda­re ad annunciare ai fratelli il Signo­re risorto.

Così è stato fin dall'inizio della storia della Chiesa. I cristiani hanno cominciato a riunirsi insieme il primo giorno dopo il sabato e lo hanno chiamato Giorno del Signore (= do­menica) per fare memoria della av­venuta resurrezione di Gesù, per fa­re esperienza della sua presenza e per trarre da essa luce e forza onde vivere secondo il suo vangelo.

"Senza domenica non possia­mo vivere"; confessarono con fran­chezza e convinzione i martiri scilli­tani, disposti a rinunciare alla vita piuttosto che a questa realtà essen­ziale per la loro esperienza cristiana.

Questo vale anche oggi, come al­lora e come sempre. Non si tratta soltanto di osser­vare un precetto, ma della nostra identità di cristiani. II giorno del Si­gnore, avente come centro l'Eucari­stia, va allora riconosciuto come mo­mento "costitutivo" della vita par­rocchiale perché qui la comunità viene costruita dall'alto, dal Risorto che spezza il pane per i suoi e li fa Chie­sa, Corpo di Cristo; qui viene nutrita dalla sua Parola perché - oggi più che mai - abbiamo bisogno di ragioni per vivere e per alimentare la speran­za che è in noi; qui avvertiamo il bi­sogno e l'urgenza di andare ad an­nunciare la lieta notizia del vangelo di Gesù Cristo che abbiamo incontrato.

"La celebrazione eucaristica do­menicale, al cui centro sta Cristo che è morto per tutti ed è diventato il Si­gnore di tutta l'umanità, dovrà essere condotta a far crescere i fedeli, me­diante l'ascolto della Parola e la co­munione al corpo di Cristo, così che possano uscire dalle mura della chie­sa con animo apostolico, aperti alla condivisione e pronti a rendere ragio­ne della speranza che abita i cuori dei credenti" (Comunicare il vangelo in un mondo che cambia n. 48). C'è una immagine biblica che può tradurre plasticamente quello che può e deve diventare per i no­stri fedeli il giorno del Signore con al centro l'Eucaristia: è quella del roveto ardente che Mosè incontra nel deserto e gli cambia la vita, il ro­veto ardente che illumina, riscalda e infiamma e sospinge ad andare...

Fare della domenica il roveto ardente della parrocchia: un compito alto e impegnativo che la Chiesa italiana ci propone in vista del Congresso Eucaristico di Bari (2005) che porta come tema "sen­za domenica non possiamo vivere".

Come si può leggere dai titoli dei Corsi che il Fac propone quest'anno (Corso base, Corsi brevi e Corso di approfondimento), questo vuole es­sere l'angolo di vista, il quadro di ri­ferimento in cui leggeremo e ap­profondiremo il tema della parroc­chia, questa realtà "bella" della Chiesa, presente ovunque e amata dalla nostra gente, il volto popolare e amico della Chiesa che abita tra le case degli uomini, porta accogliente per quanti cercano e vogliono incon­trare Gesù, risorto e vivo.

Movimento FAC - “Centro Nazareth”

Via Portuenze, 1019

00148 Roma (tel.06.65000247)

e-mail: fac@movimentofac.it

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