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MATRIMONIO E FAMIGLIA: ITINERARI DI SANTITÀ. QUALE RUOLO PER LA PARROCCHIA?

Proponiamo una delle relazioni del prof. don Ciro Sarnataro sulla famiglia, tenuta l’11 maggio a “Villa Sacro Cuore” al corso di formazione del clero della diocesi di Vallo.

 Il testo offre la rilettura di una esperienza esemplare del passato, che dovrebbe non solo non essere dimenticata, ma utilizzata per utili spunti per più coraggiose realizzazioni ai giorni nostri.

Riflessione di un santo vescovo del V secolo, di famiglia senatoriale, francese di origine, campano per scelta, sposo fedele in Cristo, grande maestro di spiritualità coniugale e di santità.

MATRIMONIO E FAMIGLIA IN UNA LETTERA DI PAOLINO DI NOLA

Premessa

Intorno al 400-401, quindi circa sedici secoli fa, Paolinol scrisse una lettera ad una coppia di suoi amici, Apro ed Amanda, sposati e con figli. Ricca di elevate considerazioni sul matrimonio e la vita coniugale, a mio avviso, quell'antica lettera può costituire anche per le coppie, le famiglie e le comunità cristiane di oggi un "pascolo" abbondante: essa sviluppa, infatti, una densa riflessione teologica sul matrimonio cristiano, con espliciti riferimenti alla santificazione della relazione coniugale, e verso la fine amplia il suo discorso all'intera realtà e vita della famiglia.

La lettera, che porta il n.44, è l'ultima di tre (39.39.44) che restano della corrispondenza di Paolino con questi suoi amici aquitani. Da esse, si ricava, tuttavia, la netta sensazione che l'asceta nolano ha accompagnato passo passo il cammino di conversione dei due sposi e della loro famiglia, fino alla realizzazione del proposito di Apro, brillante avvocato e severo governatore di provincia2, e poi sacerdote, di dedicarsi totalmente alla vita ascetico­monastica, cosa che gli è stata resa possibile dalla decisione della moglie Amanda di curare non solo la casa e i figli, ma anche tutta l'amministrazione del patrimonio.

La vicenda di Apro e Amanda è molto simile alla personale esperienza di vita di Paolino e Terasia e ciò fa pensare, ovviamente, ad un possibile influsso esercitato dal fascino della figura e dell'avventura spirituale dei secondi sui primi. Ma viene anche da pensare, come potrebbe essere meglio provato da uno studio su tutte le lettere scritte da Paolino a coppie di suoi amici, e senza trascurare i Carni, che il tema, nella sua globalità, doveva essere stato

Paolino di Nola (c.354/55 - 431), è al centro di un vivace e felice movimento di riscoperta anche dal punto di vista teologico, come dimostrano molti articoli e volumi pubblicati di recente. Cito tra le pubblicazioni in lingua italiana: G. Luongo (a cura di ), Anchora vitae. Atti del II Convegno paoliniano nel XVI centenario del ritiro di Paolino

a Noia (Nota - Cimitile 18-20 maggio 1995), LER, Napoli-Roma 1998; L. Longobardo - D. Sorrentino (a cura di), Mia sola arte è la fede. Paolino di Noia, teologo sapienziale, PFTIM - Sez. San Tommaso d'Aquino, Napoli 2000. Gli scritti che restano sono lettere e carmi, poesie tra le quali occupano un posto di rilievo i "carmi natalizi" in onore di san Felice, così detti perché annualmente composti e declamati nella festa del santo. Le più recenti edizioni degli scritti sono Paolino di Noia, Le lettere, voli. 1-11, a cura di G. Santaniello, LER, Napoli-Roma 1992, e Id. I carmi, voli. MI, a cura di A. Ruggiero, LER, Napoli-Roma 1996.

` Lettera 38.8. Poco più avanti, nella medesima Lettera 38.10, Paolino parla del sacerdozio di Apro.

3 Altre coppie di amici di Paolino, a cui egli scrive, sono quella di Eucherio e Galla (lettera 51), Giuliano e Tizia, per il cui matrimonio scrive un epitalamio (canne 25); da esso riporto la seguente espressione sul matrimonio cristiano: "l'unione matrimoniale è insieme amore alla santità e onestà dell'amore e pace conforme alla volontà di Dio", vv.13-

vita eterna, secondo le parole del Vangelo. In risposta alla questione posta dai sadducei intorno alla resurrezione dei morti, Gesù risponde: "Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo" (cf. Mt 22, 23-33: 30).

Paolino non risparmia espressioni di grande apprezzamento per la scelta di Amanda, che ha reso possibile ad Apro di occuparsi delle cose spirituali, ed insegna a vedere in essa dei beni molto grandi e preziosi, cioè l'affetto spirituale che nutre per l'anima del coniuge, la capacità di servire Cristo anche nelle attività mondane e il sacrificio che comporta l'occuparsi delle cose del mondo, in sostituzione del marito:

"(mentre la pietà... ) ha impegnato la tua compagna di servitù nelle fatiche corporali per l'affetto spirituale che nutre per la tua anima, affinché il prezzo della tua libertà costituisse la sua servitù, poiché nelle sue attività mondane ella serve non al mondo, ma a Cristo, per il quale lei sopporta il mondo, perché non abbia a patirlo tu. Veramente, secondo l'opera e la parola di Dio, essa è stata fatta in tuo aiuto e, tutta protesa verso di te, pende dal tuo cenno, sta dove stai tu, cammina sulle tue orme, si ravviva nella tua anima, vien meno per la tua vita, per rivivere nella tua vita. Ella si prende cura degli affari del mondo, perché non debba preoccupartene tu; se ne prende cura lei, perché tu possa occuparti del cielo. Dà l'impressione di possedere, affmché tu non sia dominato dal mondo, ma sia posseduto da Cristo. Non una volontà contraria la separa dal tuo progetto di vita, ma, ciò che è più ammirevole, la sua concordia nella fede la divide da te nell'opera, mentre ella è unita a te nella volontà"5.

L'unione dei due sposi cristiani è espressa con termini inequivocabili (mi limito a richiamare l'espressione: vien meno per la tua vita, per rivivere nella tua vita); innanzi tutto, il principio della loro unione, com'è stato già detto, è Cristo; ma anche l'amore

reciproco e la condivisione della medesima fede consentono ai due di trarre vantaggio dal compito specifico svolto da ciascuno: anzi, il compito proprio di ciascuno è, in fondo, la maniera peculiare di partecipare all'unico progetto voluto da Dio per loro e di realizzarlo, nella santificazione della vita.

Aggiunge, infatti, successivamente Paolino che Amanda, membro del corpo di Cristo, è anche partecipe del capo, che nella visione cristiana del matrimonio è l'uomo (cf. Ef 5, 22), perché è unita alla decisione della vocazione di Apro, e anche i proventi che ricava con duro

lavoro dai beni terreni non li accumula né li investe sulla terra, ma li impresta alle opere del marito. Perciò avranno diritto al premio preparato dal Signore per il comune raccolto (una ricca messe, da loro seminata), anche se c'è stata una diversa fatica:

. .. "affinché in quel giorno, insieme, possiate venire con giubilo, portando i vostri covoni, lei servendoti il seme e tu seminando il seme del ministero. Ella infatti non sarà defraudata della partecipazione alla tua

ricompensa in merito a questo scambio tra le vostre diverse attività, per cui essa, non ubbidendo alla sua volontà, ma alle esigenze della tua salvezza, proprio con la prova di quest'opera, dimostra il senso della sua fede, indicando abbastanza quanto anche lei ritenga preferibile disprezzare il s Ivi, 4.

mondo piuttosto che goderselo, dal momento che per te ha scelto i beni spirituali, preferendo non questo mondo a Cristo, ma te a se stessa" 6.

Per il suo lavoro di amministratrice, Amanda non si aspetta una ricompensa materiale e terrena, ma sa di poter contare sulla stessa mercede eterna, che Cristo ha promesso ai suoi discepoli. Ella si è fatta obbediente alle esigenze della salvezza del proprio sposo, e perciò ha rinunziato a se stessa ed ha manifestato disprezzo per il mondo, rinunciando a godere dei beni materiali; scegliendo quelli spirituali, partecipa della medesima scelta del marito a favore di Cristo. Fortissima, anche per la concisione della lingua latina, e di non semplice traduzione, è l'espressione di san Paolino ("ministra illa seminis et tu ministerii seminator") in cui il servizio di Amanda al marito (e in lui a Cristo) e il ministero di Apro sono legati al medesimo termine, il "seme", che evoca il naturale processo di sviluppo fino alla fine, quando il seme produce dove il trenta, dove il sessanta, dove il cento, e si ricollega all'inizio del discorso, la ricca messe preparata dal Signore in premio per le loro fatiche.

2. In questo contesto di profonda comunione spirituale tra i coniugi sono anche inseriti i figli, che rendono più ricca l'immagine della famiglia e più profonda l'analogia con il mistero e la realtà della Chiesa. Giustamente, Paolino vede i figli di Apro e Amanda partecipi dell'esperienza spirituale dei genitori: essi come aquilotti «si nutrono del cibo della sapienza divina e della loro santa conversazione, per imparare fin da ora a mangiare e a consumare con avidità spirituale le carni depredate dai loro genitori... e a volare in alto verso le vette della virtù».

Augura, inoltre, che essi siano allevati come ì figli dei profeti e siano consacrati come i figli di Aronne, e che il Signore dimori nella loro casa, in cui si realizza sia tra i coniugi che tra essi e i loro figli "la perfetta unione di numerose anime": non penso di esagerare nel rilevare il riferimento ai caratteri essenziali che disegnano l'identità cristiana, attraverso la citazione dei profeti e dei sacerdoti e della regalità (gli aquilotti... che volano alto?). In questa concisa ma importante descrizione di un contesto familiare cristiano è, inoltre, pienamente attuata quella che con termini odierni chiamiamo la dimensione domestica della Chiesa.

Un'ultima espressione, molto significativa, è quella nella quale Paolino insieme con Terasia prega di essere considerato presente, anzi di essere inserito spiritualmente nella loro famiglia:

"Vi preghiamo di inserire in codesta assemblea anche noi, solo fisicamente assenti, ma spiritualmente presenti, perché possiate irrigare non solo con la parola, ma anche con la preghiera, l'assetato orticello della nostra anima"'.

Mi pare rilevante che i soggetti della richiesta forale di essere inseriti nell'assemblea familiare, dove si realizza la perfetta unione di numerose anime, siano insieme Paolino e Terasia. Tra gli elementi che contribuiscono a realizzare tale perfetta unione, dal contesto, si possono esplicitare i seguenti elementi: il costante e ricco scambio di amore reciproco, che li lega in comunione spirituale; la riflessione sulla parola di Dio (la santa conversazione) che nutre i loro cuori di sapienza divina; la preghiera comune; l'esercizio delle virtù cristiane.

6 ibidem. Lettera 44.6.

approfonditamente meditato e riflettuto dal santo, le cui espressioni sono perciò molto preziose.

Brani della lettera 44 e spunti di commento

Di questa lettera vediamo alcuni importanti e significativi brani:

"Ivi anche la tua consorte, che non conduce il suo sposo alla mollezza o all'avarizia, ma lo guida alla continenza ed alla fortezza per diventare di nuovo ossa del suo uomo, è meravigliosa per quella sua grande emulazione del matrimonio di Dio con la Chiesa, lei che l'amore di Cristo ti ha restituita, conducendola a formare una sola cosa con te, ed ora la tiene unita a te con vincoli spirituali, che sono tanto più saldi quanto più casti, poiché dal vostro corpo siete passati in quello di Cristo. Siate benedetti dal Signore che ha fatto dell'uno e dell'altra una cosa sola, costruendo voi due su se stesso, Egli che da solo compie meraviglie e trasforma non solo le anime, ma anche i sentimenti, le cose temporali in quelle eterne. Ecco voi siete gli stessi coniugi di prima, ma non vivete più da sposi come prima; siete gli stessi, ma non più gli stessi e conoscete voi stessi così come conoscete Cristo, cioè non più secondo la carne'.

1. Rileviamo concisamente le più importanti affermazioni di questo testo: l. l'amore tra gli sposi cristiani è emulazione del matrimonio di Dio con la Chiesa; 2. l'amore di Cristo restituisce la sposa allo sposo (e viceversa), in modo che i due formino una cosa sola; 3. l'amore di Cristo fa passare i due sposi dall'unione dei loro corpi in quello di Cristo; 4. e li tiene uniti con vincoli spirituali tanto più saldi quanto più casti; 5. Cristo è il fondamento che li costruisce in unità su se stesso; 6. La loro unione coniugale si esprime non più secondo la carne, ma come relazione spirituale e secondo l'intimità interiore con Cristo.

L'alleanza sponsale di Dio con la Chiesa è l'ideale proposto agli sposi cristiani, la causa esemplare del loro matrimonio, il motivo della sua grandezza. Consacrati nell'amore reciproco, i coniugi cristiani sono consacrati nell'amore in Cristo. Il sacerdozio di Apro e la decisione di realizzare l'ideale di vita ascetico-monastica s'inseriscono nella realtà della vita coniugale, senza rompere l'unione e il vincolo coniugale tra i due sposi. Anzi l'amore personale di ciascuno dei due coniugi e la comune decisione di seguire Cristo, che chiama a realizzare un ideale di vita superiore, fortifica la loro unione e i loro vincoli spirituali. Anche le relazioni coniugali si realizzano più profondamente e intensamente ponendosi sullo stesso livello dell'intimità con Cristo.

Senza dimenticare l'ardita immagine iniziale, in cui è evocata la creazione della donna dall'uomo (Gn 2, 21-23) e il suo compimento nel matrimonio cristiano, in cui la donna "diventa di nuovo ossa del suo uomo", sembra qui indicato un ideale irraggiungibile, un cammino non percorribile da creature umane. Ma è la realtà del matrimonio di Apro e Amanda, e, soprattutto, è la grandezza del matrimonio cristiano, che, così, è realizzato nella sua pienezza ideale, diventando profezia, anticipando la sua realizzazione definitiva nella

14; cf. inoltre anche il canne 24, vv.689-700. Più numerose sono le coppie di cui egli parla nella sua opera: da Melania Seniore e Valerio Massimo a Cetonia Albina e Valerio Publicola; da Melania luniore e Piniano a Fedele e Pneumazio a Paolina e Pammachio­

4 Lettera 44, 3.4. Mi sembra che anche in questo caso Paolino dia una prova della sua abilità di scrittore, perché il testo latino, nella sua concisione, è di una straordinaria efficacia.

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