pag.12

Centola: Convegno di studi

Gaetano Speranza: un maestro che insegna ancora

di Francesco Guglielmelli

          Centola è stata per due giorni centro di un interessante dibattito sulla cultura e su quanto sia ancora attuale, nella scuola di oggi, la figura del “vecchio” maestro di una volta. Il piccolo centro del basso Cilento ha ospitato, infatti, docenti universitari, dirigenti scolastici, professori e operatori culturali, dando vita ad un seminario di studi su Gaetano Speranza: un maestro che insegna ancora, e sulla Cultura, oggi, affrontata nell’ottica di chi è chiamato a trasmetterla attraverso l’insegnamento.

     La manifestazione, promossa ed organizzata da Comune di Centola, in collaborazione con la presidenza dell’Associazione Stampa Italiana Scolastica (ASIS-onlus) e con il locale Forum dei Giovani, si è svolta il 17 e 18 aprile u.s., e fa parte di un progetto di più ampio respiro che vuole la cultura al centro di un rilancio del territorio, anche in chiave turistica.

     Nella prima giornata di lavoro, incentrata sulla Cultura, oggi, l’attenzione ed i consensi sono andati alla proposta del prof. Luigi Albano, cosegretario generale dell’ASIS-onlus, che ha lanciato l’idea di un Parco Letterario partendo proprio dalla figura di Gaetano Speranza. Il pensare al territorio non solo come un luogo fisico, ma anche come uno spazio mentale, capace di evocare storia ed immagini illuminate da questo “vecchio” maestro, ha innestato subito meccanismi che ben si sposano con la vocazione turistica del posto ove, tra l’altro, splende Palinuro.

     In apertura, sono stati il sindaco, ing. Giovanni Stanziola D’Angelo e l’assessore alla Pubblica Istruzione, Nicola Rinaldi, a portare il saluto dell’intera amministrazione comunale. Subito dopo il professor Mario Calamia, presidente nazionale dell’ASIS-onlus, riprendendo l’idea del Parco Letterario ha parlato delle opportunità che con tale iniziativa si potrebbero concretamente aprire nel panorama nazionale della cultura e si è auspicato, nel contempo, che queste giornate centolesi non siano un’iniziativa sporadica, ma, al contrario,  trovino uno spazio fisso nella programmazione annuale del Comune di Centola. Ha preso poi la parola la dottoressa Gisella Forte nella qualità di presidente del Forum dei Giovani e, a seguire, il dirigente scolastico Ferdinando De Luca. L'incontro, poi, ha toccato le corde “alte” della cultura quando ad intervenire è stato il professor Aldo Nigro, psicologo, già docente all’Università degli Studi di Messina. Costui ha sottilineato l’importanza del dialogo e dell’ascolto quali ali per far decollare la cultura, quella vera, e citando Socrate e Platone, ha puntualizzato poi come per l’insegnante, ovvero per colui che è chiamato a scrivere nell’animo dell’allievo, siano fondamentali etica e morale: “bisognerebbe coprirsi, nascondersi, incapsularsi” ha tuonato il professore Nigro, “quando si dicono cose false.” Alla fine, il dibattico ha coinvolto anche il pubblico presente con diversi interventi tra i quali quelli molto pregnanti dell’ing. Francesco Fersula e di Luigi Speranza.

La seconda giornata, prosecutio naturale della prima, ha visto accendersi i fari su Gaetano Speranza: un maestro che insegna ancora. Le sue grandi capacità di educatore, che per quasi cinquant’anni (1911-1957) profuse nell’insegnamento, tanto da valergli la medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, sono state ricordate e sottolineate negli interventi del prof. Mario Calamia, moderatore di questa seconda parte del convegno, dal prof. Luigi Albano e dal dirigente scolastico Giuseppe Lupo. Quest’ultimo, nel ricordare le proverbiali lezioni di matematica che questo insigne maestro usava dare ai suoi allievi scrivendo direttamente a terra, non ha trascurato, giustamente, di “illuminare” anche altre memorabili figure di educatori che con la loro dedizioni ed il loro alto profilo morale hanno formato intere generazioni di giovani nel periodo pre e post-bellico del nostro paese. Sono seguite numerose altre testimoniaze da parte di chi lo ha conosciuto direttamente, tra queste, particolarmente “viva” quella della maestra Sisina Serva, assidua frequentatrice di casa Speranza data la sua calda amicizia con Antonietta, figlia del maestro Speranza.

La manifestazione, in tutto il suo sviluppo, ha registrato la presenza costante, e per nulla formale, di un altro figlio di don Gaetano: Feliciano. Costui, già professore di lettere antiche presso l’Università degli Studi di Messina, oltre ha portare i ringraziamenti della famiglia a quanti di sono profusi nell’iniziativa, ha arricchito il profilo del “maestro” con testimonianze dirette sul suo modo di essere uomo e padre.

Il convegno si è concluso con la promessa da parte delle istituzioni che queste giornate centolesi troveranno una collocazione fissa nelle programmazioni del Comune di Centola e con la speranza che le stesse segnino un punto di svolta per una rinascita culturale di questa realtà territoriale. A noi l’augurio che promesse e speranze diventino… certezze.

SOMMARIO INDIETRO AVANTI