A tutte le famiglie della ParrocchiaVia G.Landi 84072 S.Maria di Castellabate       Tel.0974 961058 PARROCCHIA " S.MARIA A MARE "                              

 

 

 

         Oggetto: Realizzazione dell’ Auditorium “S.Benedetto”

 

            Fratelli e figli carissimi,

mi è sempre difficile indirizzarvi lettere come questa che sto per inviarvi, questa volta faccio ancora più fatica per il particolare momento che tutti stiamo vivendo, per la raffica di tasse che investe le famiglie. La parrocchia che ha sempre contato solo sulla generosità dei fedeli vede compromessa più di una iniziativa pastorale.

Ci arrendiamo? Ci Rassegniamo? Nemmeno per sogno! Quanto finora abbiamo realizzato non è la testimonianza di particolari periodi di abbondanza, ma solo il segno di una fede operosa. In questo senso la parrocchia non può rinunziare alla promozione di una cultura cristiana come fondamento di elevazione civile e spirituale del nostro paese.

            In questi ultimi anni sono sorti grandi alberghi, ristoranti rinomati, negozi scintillanti che hanno, indubbiamente, contribuito ad elevare il livello economico del paese e non possiamo che rallegraci di tanto benessere. Ma le strutture dove si nutre lo spirito e che consentono al progresso di diventare civiltà sono davvero poche se non inesistenti. Questa triste constatazione non può lasciarci indifferenti, né basta qualche sporadica iniziativa, utile più a lucidare e rilanciare l’immagine di chi la promuove che ai destinatari. Occorrono strutture che sopravvivano ai loro promotori, dove, magari, i risultati saranno più lenti, ma certamente più profondi e duraturi.

            Se Paolo VI parlava di “strutture del peccato” che la nostra società ha prodotto, occorre dar vita non a qualche iniziativa di carattere socio culturale superficialmente verniciata di religiosità, che si dissolve con la rapidità delle mode, occorre attivare le “strutture della grazia” attraverso le quali passi una autentica rivoluzione culturale che arrivi alle coscienze e modifichi i comportamenti.

            La fede che professiamo, per sua natura, è forza liberatrice da tutte le forme di schiavitù. Tenere l’anima prigioniera di “cose materiale” che le impediscono di elevarsi al mondo della bellezza e delle “cose spirituali”, significa anche renderla incapace di cogliere la presenza di Dio in questo mondo. L’ignoranza non è mai stata una buona alleata di una fede autenticamente cristiana. L’amore per Gesù Cristo, per il Vangelo, per la Chiesa sono sorgente inesauribile di civiltà. Queste constatazioni mi hanno fatto porre il problema se fosse più utile conservare una chiesa come edificio per sole celebrazioni religiose o destinarla a laboratorio di cultura e strumento di evangelizzazione.

            Alla luce della richiamata povertà di strutture culturali della quale il nostro paese soffre e della richiesta che sale soprattutto dai giovani, mi è sembrato quanto mai opportuno, dopo aver chiesto consiglio, trasformare la Chiesa S. Benedetto in Auditorium S. Benedetto, inserito nel contesto di uno scenario naturale invidiabile che la parrocchia per il rispetto e l’amore per la natura, opera di Dio, in questi anni ha salvato dagli effetti deleteri di una cultura rozza che impropriamente parla di progresso.

Non è mancato il solito scandalizzato che, evidentemente, considera la Chiesa solo luogo per celebrazione di riti religiosi, la fede come pretesto per manifestazioni folcloristiche e il parroco solo un funzionario sacro.

            La chiesa che amiamo e per la quale amiamo spendere la vita è quella che incarna la presenza di Cristo in tutte le manifestazioni della vita, che cammina con l’umanità per alimentare negli uomini e nelle donne di ogni tempo la consapevolezza di essere figli e figlie amati da Dio, per nutrirli di bellezza e di speranza, per sottrarli al rischio dell’imbarbarimento.

            Oltre a una nuova casa dove ritrovarci per celebrare i santi misteri,abbiamo bisogno di una casa dignitosa dove la Comunità si ritrova per crescere nella gioia, nell’arricchimento culturale e nel gusto per l’arte.

            In questi anni abbiamo dato la precedenza assoluta al decoro per la Casa di Dio, lo stesso impegno, oggi, dobbiamo mettere per la realizzazione dell’ Auditorium, un’opera che contribuirà certamente a trasformare la fede celebrata in forza trainante di tutta la vita del nostro paese: spirituale, culturale, politica e sociale.

            Mi rendo conto delle difficoltà da superare sia di natura economica sia di mentalità. Non so quanti avvertano il bisogno di strutture che non siano finalizzate principalmente al progresso economico e commerciale del paese ma indispensabili per rifornirlo del pane che nutre lo spirito.

            Chi è abituato a valutare uomini e cose in termini di valore economico, ben poco capirà dell’importanza dell’elevazione culturale di un popolo. Non ignoro nemmeno i pregiudizi di chi vorrebbe la parrocchia impegnata unicamente a preparare cresime e prime comunioni.

            Dovrebbe essere sufficiente chiaro l’insegnamento del Padre che ci indica una Chiesa pellegrina e missionaria, preoccupata di annunziare Gesù Cristo e impiantare il Vangelo in ogni popolo e nazione. Dovrebbe essere sufficiente per capire che ogni comunità, ogni fedele, nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano siamo tutti in stato di missione.

            Una certa, cosiddetta cultura laica, che più corretto sarebbe definire laicismo di moderna fattura, non vede di buon occhio una Chiesa sempre più presente in campo sociale, scolastico e culturale. La cosa non ci meraviglia, ne ci preoccupa più di tutto.

             Ci conforta, al contrario, il consenso di larga parte del popolo libero e di un mondo giovanile sempre meno succube di condizionamenti ideologici e sempre più capace di apprezzare le cose giuste e le cose buone da qualunque parte vengano.

            In certi ambienti ha destato sorpresa l’iniziativa di un gruppo di giovani di “destra e di sinistra” perché hanno devoluto l’incasso di un incontro di calcio, per la realizzazione dell’Auditorium (per la cronaca €200,00)

            Non possiamo deludere questa fiducia!

            Per la realizzazione dell’opera occorreranno € 150.000,00 in un anno circa.

L’attaccamento alla propria parrocchia, al proprio paese e la sensibilità per i valori culturali si misurano anche in EURO.

I punto di forza di tutta l’impresa? La fede e l’orgoglio!

            La fede come ideale, come cultura che pervada non solo l’essere ma anche l’operare dell’uomo, perché “ la fede senza le opere è morta” e le opere rimandino all’ideale che le ha ispirate: “vedano le vostre opere buone e rendano lode al vostro Padre che è nei cieli”.

            L’orgoglio come difesa della libertà, non perché rinunziamo ad eventuali diritti ma perché nessuna opera riteniamo valga la pena realizzare mendicando favori o protezioni che non sia la divinino Provvidenza e la libera generosità del popolo. La libertà non è mai in vendita.

            Vi ho sempre detto che avrei bussato alla vostra generosità solo per il bene di tutti, sono certo che, come per il passato, anche questa volta mi crederete. So di darvi anche occasione per cento commenti, ma fa anche piacere se ciò servirà per svagarvi e rompere la monotonia dei soliti argomenti. Vi vedo già entusiasti.. per la serata inaugurale!

            Le modalità di partecipazione (dall’ultimo nato al pensionato più anziano) alla realizzazione dell’opera sono contenute nel depliant allegato

 

Il parroco

Don Luigi Orlotti

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